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Lineamenti di una Moderna Lotta Antifrana
Author(s) -
Arnaldo Belluigi
Publication year - 2011
Publication title -
annals of geophysics
Language(s) - Italian
Resource type - Journals
SCImago Journal Rank - 0.394
H-Index - 60
eISSN - 2037-416X
pISSN - 1593-5213
DOI - 10.4401/ag-5502
Subject(s) - humanities , art
L'A. inizia col rilevare l'alto contributo di calamità'lavoro, spese che le situazioni di frana (numerosissime e ravvivantesi), comportanoin Italia.Accenna subito dopo che, purtroppo, non si tiene nel dovuto contole pur innumeri « zone sospette » che si maturano quasi sempre con segnipremonitori, lasciati a se stessi, senza nessuna « Istituzione specifica permanente», dedita al rilevamento (triangolazioni aggiornate, clinografie,tensio e pressiografle, spie estensimetriche, vibrografie, ecc.).Si illustrano i concetti di « autogenesi di frana », autoctona o allactona,« ipocentri di frana » che si attivano post-incubazioni di autotensioni (equilibridi minima stabilità), da cui dipartono quelle « direttrici di rottura »che, nei corpi elastici uniformi, si identificano con le « tensioni principalielastiche » v. Mastrodicasa: « Dissesti statici delle strutture edilizie » Hoepli,1965.Definito geomeccanicamente il « suolo reale », si mostra come sonotraslatabili i risultati ottenuti — con presupposto bidimensionale dei « sistemipiani di tensione » — ai solidi tridimensionali rocciosi. 11 presupposto bidimensionale non è affatto limitativo, e la relativa teorica deduttivasi utilizza in pieno, tenendo conto degli « ipocentri di frana », unanuova prassi perciò per risalire alla « superficie di scorrimento » dei massifranosi (non più induttivamente come si fa quasi sempre oggigiorno).L'A. espone i criteri (numerosi e cruciali), per ben stabilire i « breaks »di frana, misure e dati permanenti, occasionali, formulare le condizionidi stabilità, in base a leggi geomatematiche, intensificare la ricerca ipocentrale,fino a pervenire possibilmente ad un «presagio di valanga» (con vibrografi,analisi fotoelastiche, ecc.) che dia tempo di applicare soprattuttoi metodi moderni di ristrutturizzazione elettrogeocinetici.Vengono a grandi linee illustrati tali metodi che vanno, più propriamente,dall'elettrogeosmosi agli elettrogetti (EGE - iniezioni elettriche dileganti indurenti in situ, postiniettati), ai sistemi piezoelettroiniettivi (elettrosilicatazioni),che amplificano i « domini trattabili dei suoli », « ranges »Teologici, litologici, porosimetrici ecc

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