A proposito del suffisso – eo.
Author(s) -
Giuseppe Francescato
Publication year - 1985
Publication title -
linguistica
Language(s) - Italian
Resource type - Journals
SCImago Journal Rank - 0.134
H-Index - 1
eISSN - 2350-420X
pISSN - 0024-3922
DOI - 10.4312/linguistica.25.2.3-17
Subject(s) - humanities , art
Recentemente la mia attenzione è stata richiamata sulla presenza di alcuni esempi di parole derivate, formate col suffisso -eo, nel linguaggio di un informatore in una località margina- 1e del Friuli (Villanova, frazione di s. Giorgio di Nogaro). Si tratta di esempi come sgurlèo, remenèo, ciulèo, ecc., cioè - già a prima vista - di esempi paralleli a quelli derivati col suffisso -io nell'italianQ standard: mormorì, calpestìo, fruscìo, ecc. E' interessante notare.subito che G. De Leidi, nel suo accuratissimo. studio (pubblicato postumo) sui suffissi nel friulano (1984), pur esaminando un numero elevato di suffissi (160) non fa alcuna menzione di -eo, e questo benchè nel vocabolario friulano conosciuto con il neme di il nuovo Pirona figuri, fra le "giunte e correzioni« (p. 1389) un esempio pure derivato , con -eo (ranganèo), che rientra appunto nella categoria degli esempi che ci interessano. Questo serve comunque a dimostrare la scarsità di documentazione relativa a tale suffisso, visto cheuno studioso diligente come appunto De Leidi si è potuto lasciar sfuggire quest'unico esempio che fino ad ora era, per così dire, ufficialmente conosciuto, in quanto registrato da quello che è il vocabolario friulano per antonomasia.
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