
Antonio Scurati e <i>Il bambino che sognava la fine del mondo</i>: uno scrittore ai confini tra realtà, finzione e autofinzione
Author(s) -
Anna Chiafele
Publication year - 2015
Publication title -
quaderni d'italianistica
Language(s) - Italian
Resource type - Journals
eISSN - 2293-7382
pISSN - 0226-8043
DOI - 10.33137/q.i..v35i2.23622
Subject(s) - humanities , art
Il seguente saggio intende analizzare un romanzo di Antonio Scurati: Il bambino che sognava la fine del mondo (2009). Quest’opera, ai confini tra realtà, finzione e autofinzione, si inserisce perfettamente all’interno del dibattito sul New Realism . Scurati non ci offre solamente la rielaborazione romanzesca di due storie di presunta pedofilia, ma ci propone una spiegazione di come una macchinazione possa essere montata, a livello nazionale, grazie ai giornali, alla televisione ed a altri mezzi di comunicazione. Partendo da alcune teorie di Jean Baudrillard sul simulacro e sulla iperrealtà, vengono qui messi in risalto alcuni dei meccanismi che generano una realtà simulata, la quale risulta essere più reale del reale e trasporta l’essere umano all’interno di un costante reality show . In una realtà trasformatasi in reality show svaniscono i labili confini tra attori e spettatori, tra vittime e carnefici, tra accusatori e accusati, e tra realtà e finzione e questo crea smarrimento in una società postindustriale quale la nostra, in cui si vive attanagliati da una paura le cui origini sono difficili da identificare.