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MOMENTI DI PRESENZA ITALIANA A COSTANTINOPOLI—ISTANBUL
Publication year - 2019
Publication title -
studia polensia
Language(s) - Italian
Resource type - Journals
eISSN - 2459-6256
pISSN - 1848-4905
DOI - 10.32728/studpol/2018.07.01.04
Subject(s) - art , humanities
La città fondata dall’Imperatore Costantino nel quarto secolo èricca di presenza italiana dai tempi remoti fino a oggi. Questa presenza,avvertita non solo nel campo della storia, ma anche in quello dell’arte edella cultura, si rispecchia in diversi modi nella città sorta — come Roma— su sette colli. Volendo partire dal passato bizantino, si menzionerà latorre di Galata, costruzione che ancor’oggi domina la città bassa oltre ilCorno d’oro e che conserva numerose memorie culturali e rimandi cherievocano l’Italia. Se si va al periodo della conquista di Costantinopoli,da parte di Fatih Mehmet (Maometto Secondo), è doveroso ricordare ilquartiere di Pera, dove abitavano il bailo veneto e numerose famiglie distessa provenienza. Pera fu nel Sei e Settecento la scena della formazionedi una scuola di lingue per interpreti (secondo un modello ottomanogià esistente), quindi si assistette a una concezione modernissima eimportante di presenza di culture diverse. Verso il tardo Settecento e pertutto l’Ottocento Costantinopoli—Istanbul fu la meta di varie categoriedi viaggiatori, tra cui missionari, uomini d’affari, turisti e scrittori comeGustave Flaubert, Pierre Loti, Edmondo de Amicis e nel Novecento CorradoAlvaro e Giuseppe Antonio Borgese, che ne hanno dato testimonianzascritta nelle loro opere. Inoltre, gli Italiani hanno lasciato la loro improntaindelebile attraverso le opere di architetti tra i quali Raimondo D’Aronco epittori quali Fausto Zonaro, ammirati nella ex-capitale ottomana e stimatinella Turchia odierna.Nella città di Costantinopoli—Istanbul si può tracciare, fin dalMedioevo, una presenza stabile di artisti italiani, che tutt’ora continua a persistere. L’attuale rappresentante è, senz’altro, il regista e scrittoreFerzan Özpetek, nato e cresciuto a Istanbul, che si definisce italiano eche costituisce un trait d’union tra le due culture con i suoi film, che nonmancano di originalità e multiculturalità.

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