Eos, Transactions, American Geophysical Union Volume 94, Number 41, 8 October 2013
Author(s) -
Margheriti, L.,
Moretti, M.,
Pasta, M.,
Chiaraluce, L.,
Frepoli, A.,
Piccinini, D.,
Piccolini, U.,
Colasanti, G.,
Criscuoli, F.,
De Gori, P.,
Ferretti, G.,
Franceschi, D.,
Giandomenico, E.,
Giovani, L.,
Govoni, A.,
Marchetti, A.,
Mazza, S.,
Pavan, M.,
Scafidi, D.,
Silvestri, M.,
Spallarossa, D.,
Pintore, S.,
Lauciani, V.,
Fiaschi, A.,
Turino, C.
Publication year - 2013
Publication title -
eos, transactions american geophysical union
Language(s) - Italian
Resource type - Journals
SCImago Journal Rank - 0.316
H-Index - 86
eISSN - 2324-9250
pISSN - 0096-3941
DOI - 10.1002/2013eo41
Subject(s) - volume (thermodynamics) , citation , geophysics , computer science , library science , geology , physics , thermodynamics
Il 21 giugno 2013 alle ore 10.33 UTC è stato registrato dalla Rete Sismica Nazionale (RSN) [Amato eMele, 2008; Delladio, 2011] dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) un terremoto dimagnitudo (ML) 5.2 nel distretto sismico1 denominato “Alpi Apuane” tra i comuni di Minucciano inprovincia di Lucca e Fivizzano e Casola in provincia di Massa e Carrara, zona conosciuta come “Lunigiana”.L’evento sismico, localizzato dai sismologi in turno presso la sala di sorveglianza sismica di Roma [Basili,2011] con coordinate 44.153°N e 10.135° E e una profondità di circa 5 km è stato ben risentito in tutta lapenisola centro-settentrionale ed è stato seguito in poche ore da numerosi eventi anche di ML ≥ 3.0 (16 nelleprime 72 ore). Storicamente l’area oggetto della sequenza sismica è stata interessata da numerosi terremoti dimagnitudo superiore a 5.0 il più grande dei quali quello avvenuto nel 1920 nella zona della Garfagnana(fonte dati: Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani - CPTI11 [Rovida et al., 2011]), ad una distanza dicirca 12 km dal mainshock odierno, interessata anch’essa da una piccola sequenza sismica a gennaio del2013.In considerazione dell’entità dell’evento e seguendo le procedure definite per le situazioni diemergenza internamente all’INGV anche in accordo con l’Allegato A2 della Convenzione vigente 2012-20203 fra l’ente e il Dipartimento di Protezione Civile (DPC), è stata attivata la Rete Sismica Mobile dellasede INGV di Roma (Re.Mo. [Moretti et al., 2010]). Nell’arco di tempo di poco più un’ora dall’accadimentodel mainshock è stata disposta l’installazione di una rete sismica temporanea costituita da sei stazioni aintegrazione delle reti sismiche permanenti già presenti in area epicentrale (RSN e Regional Seismic networkof North-Western Italy – RSNI [Ferretti et al., 2008; 2010; Eva et al., 2010; Pasta et al., 2011]).Nel contempo sono stati consultati tramite e-mail i referenti delle unità di rete sismica mobile dellealtre sedi INGV che nell’ambito del coordinamento “Sismiko” [Moretti et al., 2012] negli ultimi due annihanno dato la propria disponibilità, in termini di personale e strumentazione, ad intervenire in caso diemergenza sismica; sono stati inoltre contattati i colleghi del Dipartimento di Scienze della Terra,dell’Ambiente e della Vita, dell’Università degli Studi di Genova (DISTAV) i più vicini all’area epicentralee gestori della RSNI che hanno comunicato loro stessi l’intenzione di installare due stazioni temporanee, unain real-time e una in configurazione stand-alone.In questo lavoro viene descritta l’attività compiuta dalla Rete Sismica Mobile INGV, la tempisticadell’intervento effettuato in sinergia con i colleghi dell’Università di Genova, i dettagli circa l'installazione ela gestione delle stazioni sismiche temporanee nel primo mese di attività e una valutazione del datasetacquisito
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